Impresa sospettata di essere infiltrata dalla’ndrangheta: Comune toscano scioglie appalto

Il Comune di Roccastrada (Grosseto) ha proceduto alla risoluzione del contratto di appalto con un'impresa affidataria sospettata, secondo indagini dell'Antimafia, di essere infiltrata dalla 'ndrangheta, tramite un'operazione di finanziamento. E' quanto fa sapere oggi lo stesso municipio in una nota. I lavori, assegnati nel 2015 con gara regolare riguardano il risanamento di una frana in collina. Il Comune di Roccastrada parla di "dismissione arbitraria del cantiere da parte della stessa impresa" nel 2016 e ora valuta se chiedere anche i danni di immagine oltre a quelli materiali riguardanti i lavori svolti finora dall'impresa. L'attenzione su questo appalto a Roccastrada, alla frana del Chiusone (un evento del 1969), è emersa nell'ambito delle inchieste sul riciclaggio dei capitali della 'ndrangheta 'Vello d'Oro' e 'Martingala'. L'ordinanza del gip di Firenze Paola Belsito riporta un paragrafo dedicato alla presenza della ditta Pro Edil srl di Casignana (Reggio Calabria) per lavori nel comune maremmano, laddove si evidenziano i rapporti tra due dei principali indagati, entrambi arrestati, nell'inchiesta, i calabresi Antonio Scimone e Antonio Barbaro, legati alle 'ndrine reggine. Scimone e Barbaro, secondo le indagini della Dda, si sarebbero attivati per finanziare l'operazione anche tramite una joint venture con una società in Slovenia. Per gli inquirenti è un meccanismo di riciclaggio: capitali della 'ndrangheta portati all'estero vengono fatti rientrare in Italia, e ripuliti, col giro degli appalti pubblici grazie a prestiti a tassi usurari alle imprese che, pur in regola con le normative antimafia, riescono a partecipare alle gare. Il Comune di Roccastrada ha informato la Regione Toscana, che ha finanziato i lavori, della volontà di risolvere il contratto.