L’appello del sindaco di Firenze: “Imprenditori facciano evento contro la ‘ndrangheta”

"Dobbiamo parlare tutti del fenomeno mafioso: sarebbe davvero un bel segnale se tutte le associazioni di categoria toscane, da Confindustria alle altre, promuovessero a livello regionale un appuntamento di grande forza e intensità rivolto all'opinione pubblica, al mondo delle imprese, che sia un messaggio contro le mafie, che dica 'voi qui non entrerete mai'. Sarebbe un invito davvero da raccogliere". Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, parlando su Italia 7 del fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata in Toscana, anche dopo l'inchiesta per 'ndrangheta della Dda di Firenze emersa ieri con 14 arresti e il coinvolgimento di concerie del distretto del Cuoio. "Le associazioni di categoria presenti in regione - ha ribadito - potrebbero promuovere un grande momento con società civile, e noi, le istituzioni, al loro fianco, di denuncia e sensibilizzazione di tutti gli imprenditori della regione. Quello di cui parliamo è un fenomeno che è pericolosissimo, si mimetizza e come un cancro una volta che ti ha preso non ti lascia più".

Anche altri politici sono intervenuti sugli arresti di ieri, "È un bene che forze dell'ordine e magistratura abbiano scoperchiato l'intreccio fra criminalità organizzata e imprenditoria in alcune zone del pisano". Lo afferma Nicola Fratoianni, capolista di Liberi e Uguali, in merito all'operazione che ha sgominato un'organizzazione criminale con collegamenti in provincia di Pisa e che ha portato all'arresto di numerosi imprenditori locali. ''È la conferma -prosegue il leader di Sinistra italiana che non esistono 'zone franche' all'infiltrazione mafiosa e della 'Ndrangheta, e che ormai gli interessi criminali hanno come obiettivo quello di 'colonizzare' il tessuto produttivo del Paese". "Non abbassare la guardia -conclude Fratoianni- sul fronte della legalità quindi deve essere l'impegno di tutti, a partire dal mondo imprenditoriale dalla politica alle Istituzioni, ai cittadini. Servono strumenti e meccanicismi di controllo più rigorosi sugli appalti e gli investimenti pubblici, serve un'attenzione sempre più alta sulla qualità del lavoro e delle produzioni".

"L'inchiesta che ha visto il coinvolgimento di alcune imprese del distretto del cuoio toscano con la 'Ndrangheta è sicuramente un campanello d'allarme. Chi ha sbagliato deve pagare, ma guai a fare di tutta l'erba un fascio e criminalizzare un'intera categoria". Lo affermano i candidati di Fi in Toscana Deborah Bergamini e Marco Stella,vicepresidente del Consiglio regionale, commentando l'operazione 'Vello d'oro'. "Ringraziamo le forze dell'ordine e gli inquirenti per il loro lavoro prezioso - sottolineano in una nota Stella e Bergamini -. Chi ha violato la legge è giusto che venga punito. Non dimentichiamo però che esistono centinaia di conciatori del distretto toscano che svolgono onestamente il loro lavoro, che rappresentano un'eccellenza a livello mondiale, e che danno lavoro a migliaia di persone".