Agroalimentare, Altilia: “Sostenere le imprese”

Sul rilancio strategico dell'agricoltura di qualità, autentica ed innovativa la grande rete dei piccoli e grandi produttori calabresi ha tutte le carte in regola per contribuire da protagonista allo sviluppo sostenibile dei prossimi anni ed al riposizionamento dell'intero comparto regionale nei mercati nazionale ed internazionale. Agevolazioni fiscali e sgravi contributivi, previste nel nostro programma nazionale, restano leve importantissime. Ma è sulla formazione e sulla specializzazione delle aziende locali, soprattutto dei tanti giovani che stanno ritornando in modo manageriale alla terra, che occorre esigere ed attrarre l'attenzione sia del prossimo governo nazionale, sia delle stesse istituzioni regionali rispetto ad un più mirato utilizzo delle ingenti risorse comunitarie sulla cui effettiva programmazione e spesa, tra l'altro, non si hanno informazioni trasparenti ed attendibili.

È quanto dichiara Emanuela Altilia, Candidata per Forza Italia al Senato nel Collegio Uninominale Corigliano-Crotone esprimendo soddisfazione per i contenuti e le proposte emerse nel corso dell'importante visita (ieri, martedì 13) in Calabria del Presidente nazionale di CONFAGRICOLTURA Massimiliano Giansanti che ha colto l'occasione per raccogliere contributi e suggerimenti preziosi dalle associazioni di categoria.

Gap infrastrutturale. Internazionalizzazione. Tutela della biodiversità e sovranità alimentare. Sono queste – continua – le tre grandi questioni aperte sulle quali vogliamo costruire un patto con tutti gli attori dell'agroalimentare calabrese e con tutti i protagonisti delle diverse filiere.

Alla Calabria va garantita anzi tutto quella intermodalità (strade, porti, ferrovie ed aeroporti) che è condizione essenziale – aggiunge – per la garanzia piena del diritto fondamentale alla mobilità delle persone e delle merci, oggi gravemente menomato e senza il quale non potranno mai esserci eguali opportunità di partenza e concorrenza per le imprese calabresi. – Decenni di gestione o di mala gestione del POR dimostrano – prosegue la candidata – che i soli finanziamenti al settore non soltanto non servono ma in molti casi hanno prodotto effetti perversi, drogando il sistema. Tutte le esperienze agroalimentari del Made in Calabria, soprattutto quelle fortemente legate alla valorizzazione dell'identità agricola ed enogastronomica, vanno aiutate ed accompagnate in un percorso che le renda più innovative, autonome e competitive in Europa e nel mondo. – Ma non potrà esserci efficace rilancio sui mercati esterni se, in parallelo, non vi sarà un'altrettanto efficace investimento nella promozione consapevole delle proprie eccellenze sullo stesso mercato interno. Una regione come la Calabria – conclude la Altilia – con una biodiversità tra le più ricche del panorama nazionale, non può permettersi alcuna miopia rispetto alla valorizzazione della propria identità agroalimentare sulle proprie tavole, nelle mense scolastiche, nella ristorazione ed in tutte le filiere dell'incoming turistico. Deve essere chiaro a tutti, anzi tutto alla politica ed alle istituzioni locali e regionali, che privilegiare produzione e commercializzazione delle proprie produzioni, pur nel rispetto del mercato, significa rendere la Calabria più sovrana dal punto di vista alimentare e, quindi, più attrattiva dal punto di vista economico, favorendo ritorno ed investimento dei giovani.