La solidarietà di Viscomi ai ricercatori precari del CNR e di altri enti di ricerca

"La ricerca non può che essere il cardine dello sviluppo del Paese: l'unica possibilità che l'Italia possiede oggi per concorrere nello scenario globale è investire in maniera significativa sulla ricerca. Ma perché tutto questo non si trasformi in una retorica stantìa e polverosa occorre che questa consapevolezza si traduca immediatamente nella tutela professionale dei tanti ricercatori impegnati negli enti di ricerca e che politiche scellerate e sciocche hanno confinato in una condizione di stabile precarietà sul presupposto, del tutto errato, che la stessa precarietà lavorativa sia in grado di incrementare la produttività scientifica".

E' quanto afferma, in una nota, il Vicepresidente della Giunta regionale, Antonio Viscomi.

"Ora, però -prosegue Viscomi- la riforma Madia offre possibilità del tutto favorevoli, come emerge dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 che discende appunto dalla Legge n.124/2015 per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. È però necessario consolidare queste opportunità attraverso un investimento sulla legge di bilancio dello Stato per il 2018, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. Consapevole di ciò, in coincidenza temporale con la manifestazione che si svolge a Roma, intendo esprimere la mia solidarietà ai precari del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e di altri enti pubblici della ricerca scientifica in Italia e che sono in mobilitazione permanente per sollecitare i parlamentari e il Governo a fornire l'adeguata copertura finanziaria per la piena attuazione di una norma che può finalmente stabilizzare i contratti di migliaia di ricercatori. La Calabria conta la presenza di dodici sedi rappresentative del CNR dove sono impiegati circa cento tra ricercatori, tecnici e amministrativi che operano in forma precaria. A tutti gli interessati va la mia vicinanza nell'azione di mobilitazione nelle ore in cui la legge di bilancio è all'esame della Camera. Come giustamente richiamato anche dalla mozione presentata dal Partito Democratico al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, a firma del consigliere Carlo Guccione, e sulla scorta di quanto evidenziato nel Libro Bianco dell'Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca, "l'instabilità del contratto di lavoro è di grave pregiudizio all'autonomia di ricerca che ai ricercatori va assicurata". Il CNR, che vanta un vero e proprio record di brevetti, insieme ad altri enti di ricerca e alle Università, è una istituzione nazionale di primo livello da tutelare e rafforzare, tenendo ben presente le raccomandazioni che sul tema del lavoro nella ricerca sono state prodotte nel tempo anche dalla Commissione Europea. Dunque, garantire continuità e solidità al lavoro dei ricercatori, specie perché si parla di istituzioni pubbliche, significa rafforzare le possibilità di crescita del nostro Paese che deve necessariamente unire la forza del suo patrimonio culturale, materiale e immateriale, con un forte investimento in termini di innovazione e avanzamento scientifico".

"È, dunque, questa -conclude il Vicepresidente della Regione- anche una occasione importante per ragionare sul sistema complessivo della ricerca in Calabria e della sua incidenza sul sistema produttivo, superando - anche con una chiara e trasparente discussione pubblica - logiche distorte, autoreferenziali e miopi che recano danni ad entrambi i sistemi è dunque agli stessi cittadini calabresi".