‘Ndrangheta in Piemonte, il pentito Agresta: “Volevamo aprire bar in stadio della Juve”

JuveStadio500"La mia famiglia, precisamente mio cugino Domenico, voleva aprire una caffetteria con annessa sala giochi nel nuovo stadio della Juventus". Così Domenico Agresta, detto 'Micu', collaboratore di giustizia, questa mattina nel corso di una udienza, a Torino, dell'appello bis del processo Minotauro sulle infiltrazione della 'Ndrangheta in Piemonte. "Voleva aprirlo insieme a Gianfranco Violi - ha sostenuto -. Non so come sia finita la vicenda, perché siamo stati arrestati a giugno 2011 dai carabinieri". Secondo fonti della Procura, però, le affermazioni del collaboratore di giustizia non hanno al momento trovato riscontro. Durante l'esame, Agresta ha parlato anche del triplice omicidio di Antonio e Antonino Stefanelli e Francesco Mancuso, avvenuto a Volpiano nel 1997. "So che i cadaveri sono stati spostati dal luogo in cui erano stati sepolti inizialmente - ha sostenuto -. E cioè i boschi della Vauda, a Volpiano. Non so chi se n'è occupato e dove siano stati portati, ma in famiglia tutti sapevamo che i tre erano stati uccisi per vendicare la morte di mio zio Francesco".