‘Ndrangheta in Lombardia, “Il boss Papalia non è più socialmente pericoloso”

Milano Corte dappello 20 ottobreIl boss della 'ndrangheta Rocco Papalia non è piu' "socialmente pericoloso". Lo sostengono i giudici della Corte d'Appello di Milano (presidente del collegio Antonio Nova) che hanno accolto il ricorso presentato dalla sua difesa contro il decreto del Tribunale che dichiarava, il 22 giugno scorso, la "persistenza della pericolosita' sociale". I giudici della sezione misure di prevenzione, presieduti da Fabio Roia, avevano stabilito che nei confronti di Papalia andasse mantenuta la "misura di prevenzione della sorveglianza speciale" con "obbligo di soggiorno" a Buccinasco, comune a sud del capoluogo lombardo, "per 5 anni" e gli avevano 'suggerito' di "ricercare, compatibilmente con le imperfette condizioni di salute, un lavoro".

Nel provvedimento con cui accolgono il ricorso della difesa, i giudici sottolineano il suo "percorso carcerario tutt'altro che trascurabile (25 anni) connotato da regolarita' di condotta" e "gli elementi che denotano l'allontanamento di Papalia dagli ambienti malavitosi che ne hanno contraddistinto la prima parte della vita". "Non assegnare valore a tali elementi - si legge nel provvedimento della Corte - significherebbe negare il valore risocializzante e rieducativo della pena, principio consacrato nell'articolo 27 della Costituzione". Tra gli elementi citati alla base della decisione, figurano "le relazioni degli educatori durante la detenzione carceraria" e una "regolarita' di condotta che ha contraddistinto tutto il percorso carcerario in diversi istituti con l'unica, modesta e risalente eccezione dell'ammonizione del 19 luglio 2001".

Quanto all'assenza di una stabile occupazione, la Corte "rileva come sia del tutto notorio la difficolta' di reperimento di un rapporto di lavoro per una persona dell'eta' del Papalia, con un passato carcerario tutt'altro che trascurabile". E', inoltre, "del tutto plausibile" che a mantenere Papalia sia la moglie titolare di un bar a Milano. Anche le precarie condizioni fisiche (invalidita' al 75 per cento in un soggetto di 67 anni) induce a ritenere la non attualità della pericolosita' sociale". Papalia, uno dei piu' importanti boss della 'ndrangheta radicata al nord, e' stato scarcerato il 5 maggio scorso per "decorrenza pena. Il sostituto procuratore generale Laura Barbaini presenterà ricorso contro la decisione della Corte d'Appello.