La Calabria lancia la sfida sul biologico

Il Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria ha assunto prepotentemente il comando della strategia di comunicazione per la valorizzazione del Made in Calabria del food ?

L'interrogativo è legato all'indiscutibile giudizio venuto fuori ed in termini decisamente perentori dalla conclusione dei lavori del convegno "Mezzogiorno e Food Economy: quali le reali prospettive di sviluppo ?", svoltosi nella città della Fata Morgana ed organizzato dall'Associazione Nazionale Forense, dalle Associazioni studentesche Leonardo e Primavera con il patrocinio del Comune, del Consiglio dell'Ordine degli avvocati, dell'Associazione Quality life management e di ConProfessioni Calabria.

Presenti cattedratici, esperti, esponenti della politica e del mondo industriale, delle professioni, della cultura e dell'associazionismo, il successo registrato sugli effetti del qualificato ed intenso dibattito articolatosi sulla tematica specifica della "Valorizzazione della Calabria By Cinema come eccellenza mondiale del biologico", ha, infatti, confermato che il percorso intrapreso dall'Università Mediterranea che gode anche del prezioso contributo di partner di spicco del settore come la Cisal Consulenze e Servizi, di cui è Amministratore Unico Francesco Greco, è quello che può favorire ogni iniziativa tendente a far diventare presto competitivo sullo scenario europeo il made in Calabria del food.

Un progetto al quale da tempo guarda con grande caparbietà il Segretario Generale della Cisal, Franco Cavallaro, oggi sempre più impegnato a consolidare l'accostamento della Confederazione all'Università.

Il successo dell'attività dell'Ateneo reggino si proietta anche sulla scorta dei 10 anni di attività con la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche calabresi ed in particolare la produzione di olio di oliva e di miele al bergamotto, realizzati dai laureandi.

E se le premesse sono davvero interessanti lo si deve in particolar modo all'abile regia e alla caparbietà della coordinatrice dell'evento, Michela Mantovani.

Quest'ultima con la sua iniziativa si è posta con i propedeutici supporti, poi allargati ad altre realtà di forte spessore socio economico e professionali, del Dipartimento, del CAT-Lab (laboratorio di economia e management delle risorse culturali, ambientali e turistiche) e l'efficacia della sua relazione economica di base, alla conduzione di una mission che vuole la Calabria sicura protagonista del più avanzato progetto di crescita socio economico ed occupazionale.

A cogliere i primi effetti della qualità della strada intrapresa intervengono i dati forniti da Michela Mantovani secondo cui, sulla scorta dei dati forniti dal Sinab del Ministero delle politiche agricole, "tra i Paesi europei l'Italia è prima produttrice di prodotti bio e la Calabria è prima regione top in percentuale sia sulla superficie coltivata sia per aziende bio.

Invece non è nella classifica come regione per il numero di trasformatori o importatori.

Ciò significa che la Calabria ha il prodotto grezzo ma non lo trasforma perdendo così gran parte della ricchezza. "

Sorge un interrogativo: come avviare un progetto capace di far diventare la Calabria serio momento di confronto ? Per Michela Mantovani il record acquisito impone un sistema di promozione e valorizzazione a livello internazionale, utilizzando uno strategico lavoro di comunicazione al pari di come hanno fatto gli americani che hanno prodotto film per vendere Hamburger e Coca Cola nel mondo.

Entra in scena il by cinema come eccellenza mondiale per il biologico.

Questo vuol dire che la Calabria potrebbe provare a vendere il suo "bio" o prodotti enogastronomici, utilizzando i film distribuiti in tutto il mondo come promozione, con l'organic food protagonista centrale del film o della fiction.

Non v'è dubbio che il sistema della valorizzazione territoriale resta una bella sfida soprattutto perché resa ancora più difficile ma con esiti estremamente positivi, dovuti allo scrittore, Re Mida, Federico Moccia che trasforma in oro ciò che tocca.

Gli esempi più probanti non si perdono nel buio: basta guardare all''effetto Moccia che ha portato un luogo sperduto di Roma (Ponte Milvio) a rivalutarsi turisticamente dopo la proiezione del Film ho voglia di te in cui i protagonisti si giuravano amore eterno attaccando un lucchetto sul ponte e buttando nel Tevere la chiave. Il luogo è diventato una forte attrazione turistica.

L'importanza del turismo non riguarda solo l'effettiva spesa fatta dai turisti in loco ma è l'idea del made in italy o del made in Calabria che si portano a casa. Ossia Il "vero" parmigiano reggiano e degli eccezionali e "veri" prodotti enogastronomici calabresi come 'nduia, cipolla, pecorino, sono da ritenersi fondamentali a debellare l'italian sound che invade il mondo con falsi prodotti made in Italy ma che di italiano hanno solamente l'idea. Chi assaggia le eccellenze calabresi non si accontenterà di un falso Italian food.

La Mantovani ha aggiunto di esser convinta che la partnership fra l'Università, Comune e Regione ed il ruolo sinergico, ad esempio, del sindacato attraverso Cisal Servizi e Consulenze, nella condivisione delle stesse strategie di marketing territoriale, siano fondamentali per far cambiare la percezione negativa della Calabria, veicolando i valori positivi dell' eccellenza del cibo sano, genuino e biologico.

Gli esiti sperimentali di questi ultimi tempi le hanno dato ragione: Michela Mantovani va avanti per la sua strada. Ha preso accordi ed avviato un dialogo interessante con l' Ambasciatore canadese Peter McGovern, che supporta il progetto/premio young Calabria project per eccellenze agroalimentari, rilevate dagli studenti del CAT-LAB, perchè in linea con il concetto canadese di agricoltura sostenibile."