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Cosenza: i premiati del 12° Concorso Nazionale e Internazionale di Poesia e narrativa del "Club della Poesia"

Sabato 26 ottobre 2019 si e tenuta presso sala "CONI" di Cosenza la cerimonia di premiazione del 12° Concorso Nazionale e Internazionale di Poesia e narrativa del "Club della Poesia". L'evento, arricchito dalle tele dell'artista Rita Canino e dalle suggestive musiche del Maestro Piergiuseppe Maggi, presentato da Andrea Fabiani Presidente del "Club della Poesia" come sempre si è rilevato un gran successo di pubblico. In un mondo frenetico, dove le relazioni umane sono per lo più superficiali, non esiste più spazio al magico mondo della poesia... In una società laddove i rapporti umani si mantengono comunemente attraverso una "connessione" poichè è più veloce, ma soprattutto, più facile meno "impegnativo" la poesia è diventata un fenomeno retrò. Le emozioni vere sono sempre più rare sostituite dalla comunicazione di massa che per quanto può avere i suoi lati positivi, ma non si può dimenticare che porta con sé un impoverimento della lingua e soprattutto delle emozioni. Emozioni che solo il contatto umano e l'arte possono elargire. Forte testimone di tale pensiero Andrea Fabiani da tempo con il suo "Club della Poesia" è promotore di "incontri artisti" che testimoniano con grande orgoglio quanto bello e vivo ci sia nella poesia... La poesia afferma Andrea Fabiani «è il mezzo più importante che l'uomo possiede per esprimere le proprie sensazioni e per mettere a nudo la propria anima». La poesia è capace di "ripescare", nella memoria dei poeti e dei lettori, i vari periodi felici, tristi e nostalgici senza dover affrontare le insicurezze che presenta il futuro. Partendo da questa volontà di elargire tale emozioni il Presidente del famoso "Club della Poesia" si ritiene contento del suo ultimo successo "incassato". Nel corso dell'evento presenziato dalla Dott.ssa Katia Filice e dalla Dott.ssa Bianca Iero hanno partecipato i seguenti premiati: Alfonso Gargano, Domenico Faniello, Marco Marra, Filippo Scalzi, Francesca Sassano, Mirko Marasco, Giampiero Donnici, Anna Maria Rende dell'Associazione "ALT" (Associazione Lotta Tumori), lo scrittore napoletano Francesco Testa con il suo romanzo "Indelebile come un tatuaggio" edito dalla "Graus Edizioni" e tanti altri nomi. Già vincitore di diversi premi Letterari fra i quali: il "Premio Borgo Albori XV EDIZIONE" a Vietri, il "Premio Internazionale per la Letteratura" al "Spoleto MenottiartFestival" ed il Premio Mondiale "Tulliola-Renato Filippelli 2019, XXV Edizione" "Indelebile come un tatuaggio" un libro dei "sentimenti nobili" racconta il dramma umano: il doversi misurarsi con nuove realtà, la ricerca del riscatto sociale e di un luogo accogliente cui mettere radici. Esso narra di un viaggio che una famiglia, in fuga dall'occupazione Jugoslava dell'Istria del 1954, è costretta a sostenere per recarsi verso Napoli alla ricerca di una maggiore tranquillità. L'autore con dovizia di particolari, descrive mirabilmente la psicologia dei personaggi, uno spaccato di vita realistica seppur romanzata, svela i tratti più nascosti e sinceri dell'anima di un bambino di nome Uccio diventato adulto. Si tratta di una descrizione di una Napoli tanto amata, viva e pulsante, ricca di arte, di piazze e monumenti, nella quale non tralascia i problemi sociali di una città, tra mille contraddizioni e colori. A partire dagli angoli splendidi e a tratti più "duri", insidiati dai "guappi" e dall'abile camorra, pronta a trarre profitto dalla necessità dettata dalla miseria, dalla cattiva coscienza e dalla povertà intellettuale e d'animo. "Indelebile come un tatuaggio" è un tripudio di emozioni, che sconvolge e stupisce il lettore. A tratti con una amara ironia è capace, anche, di raccontare il dolore umano... Dolrore che segnerà Uccio per sempre e che lo porterà a compiere una nobile "scelta"di vita. Un Dolore trattato dallo scrittore, con un'"inchiostro delicato", utilizzando una semantica d'élite comprensibile a tutta l'umanità, lontana dal solo fine della spettacolarizzazione, che avrebbe potuto smarrire il senso della critica e della stessa realtà. L'autore, infatti, senza scadere nel patetico "denuncia" una Napoli chiaroscurale, in tutta la sua bellezza che si mescola con la brutalità sociale, tra il clima post bellico e la criminalità organizzata. Lo scrittore attraverso questo romanzo ha esaustivamente dato risposta, grazie al protagonista Uccio, alla tanta agognata ricerca della felicità, ha dato un volto alla curiosità infantile e ingenua di un bambino alla scoperta di grandi e piccole "cose", al rifugio e al percorso verso la fede e verso Dio. "Sentiti" sentimenti, dolori e descrizioni che resteranno, per sempre, "indelebili" nei nostri cuori. Emozionato e soddisfatto per tale, ennesimo, conferimento conferito dal "Club della Poesia" lo scrittore Francesco Testa ringrazia il presidente Andrea Fabiani e la giuria.