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Il Premio Sila a Claudia Durastanti, Luigi Ferrajoli e Giovanna Marini

Claudia Durastanti con "La straniera" (La nave di Teseo) è la vincitrice del Premio Letteratura Sila, giunto alla VIII edizione. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Sila si svolgerà a Cosenza, nelle sale di Palazzo Arnone, sabato 30 novembre, alle ore 18, condotta da Ritanna Armeni. Gli altri finalisti della narrativa erano: Francesco Pecoraro con "Lo stradone" (Ponte alle Grazie), Francesco Permunian con "Sillabario dell'amor crudele" (Chiarelettere), Andrea Pomella con "L'uomo che trema" (Einaudi) e Nadia Terranova con "Addio fantasmi" (Einaudi). Luigi Ferrajoli, uno dei più autorevoli filosofi del diritto, professore emerito dell'Università Roma Tre, ha vinto il Premio Economia e Società con il libro "Manifesto per l'uguaglianza" (Laterza). Venerdì 29 novembre, alle ore 18, nelle sale di Palazzo Arnone, Luigi Ferrajoli parlerà del suo libro con lo storico Piero Bevilacqua e il magistrato Renato Greco. Il Premio alla carriera, conferito nel 2018 al maestro della fotografia Ferdinando Scianna, quest'anno sarà attribuito alla musicista e ricercatrice etnomusicale Giovanna Marini che sabato 30 novembre, alle ore 11.30, terrà una lectio magistralis dal titolo "Dalla campagna alla città".

Attento fin dalla sua nascita al valore etico della cultura e all'esercizio dello spirito critico, il Premio Sila '49 dedica quest'anno un omaggio al regista Francesco Rosi con un evento off: "Ciò che si agita dietro il sipario: l'Italia di Francesco Rosi". Lunedì 2 dicembre, alle ore 19, al Cinema Modernissimo di Cosenza, Didi Gnocchi e Carolina Rosi, le registe del docufilm Citizen Rosi, dialogano con Luciana Castellina e Paride Leporace. A seguire, alle ore 20.00, la proiezione di "Citizen Rosi" che arriva in sala con un'uscita evento il 18,19 e 20 novembre distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Presentato come Evento Fuori Concorso all'ultima Mostra di Venezia "Citizen Rosi" ha ricevuto il Premio Pasinetti 2019. "Citizen Rosi - commentano le registe - nasce da un'urgenza, il desiderio di rileggere il cinema e la vita di Rosi come esempio contemporaneo di impegno democratico. Per questo il titolo Citizen Rosi. I suoi film rappresentano un tale valore nella storia del nostro Paese, valore cinematografico e civile, che abbiamo deciso di lavorare su più registri. Quello cinematografico-artistico e quello della ricostruzione giornalistica dei temi trattati. Un ulteriore livello, privato e sentimentale, è quello che ci ha permesso di unificare i due piani narrativi con la voce e il volto di Carolina Rosi. È lei quindi a tessere il filo emotivo e quello artistico e storico".