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Cosenza, l’Ami affronta in un convegno i maltrattamenti in famiglia e lo stalking

Si terrà domani, giovedì 27 giugno, alle ore 16.30, presso la Biblioteca Arnoni del Tribunale di Cosenza, l'evento formativo dell'associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani del Distretto di Catanzaro-Cosenza sul tema "I maltrattamenti in famiglia e gli atti persecutori: delitti prodromici al femminicidio".
Dopo i saluti del presidente dell'Ordine degli Avvocati, avvocato Vittorio Gallucci, introdurrà i lavori l'avvocato Margherita Corriere, presidente della Sezione Distrettuale AMI di Catanzaro-Cosenza.
Interverranno con le loro relazioni: il Sostituto Commissario della Polizia di Stato, Luciano Lupo, Segretario generale del SIULP Cosenza; la responsabile GiovAMI del Distretto di Catanzaro, avvocato Federica Candelise; lo psicologo e psicoterapeuta Marco Pingitore; l'esperta fonico-forense Flora Caruso; il Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cosenza, Domenico Frascino; il professore avvocato Francesco Mazza, docente di Diritto penale presso l'Università di Cassino.
I lavori saranno moderati dal giornalista Valerio Caparelli, addetto stampa di AMI Calabria.
L'ingresso è gratuito e la partecipazione all'evento dà diritto a 3 crediti formativi per gli avvocati.

Nel corso del convegno verranno trattate le problematiche inerenti ai maltrattamenti in famiglia e al fenomeno dello stalking, sia dal punto di vista psicologico, criminologico e sociologico, sia da quello delle indagini investigative. Inoltre, si illustrerà in maniera analitica la normativa vigente e la giurisprudenza dominante in materia.
Verrà evidenziato e sottolineato, soprattutto, quanto debellare questo tipo di reati possa voler dire spesso prevenire i femminicidi, che troppe volte iniziano con atti persecutori o mediante maltrattamenti (ex art. 572 c.p.), per poi sfociare in atti ben più gravi , come l'assassinio della compagna o della moglie.
"Con questa iniziativa - ha dichiarato l'avvocato Corriere - vogliamo lanciare un messaggio importante: stop ai femminicidi, mediante una maggiore attenzione verso quei segnali che sono sintomatici di violenza e che spesso si attivano con atti persecutori, molestie, lesioni, maltrattamenti. Bisogna essere sempre vigili in questo ambito, al fine di prevenire efferati delitti di genere, che purtroppo stanno aumentando in maniera esponenziale".