Agorà
 

A Cosenza la mostra "3 artisti aniconici"

Alberto Gallingani ha ordinato una sua mostra personale al Triangolo già nei lontani anni '80. Da allora, da quando cioè frequentava a Firenze artisti come Vinicio Berti e gli altri dell'Astrattismo Classico, Alberto ha continuato nel suo percorso: ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2003; ha ampliato il suo linguaggio, con l'uso della fotografia, del legno, del ferro, della plastica, della performance, della produzione di video. Alberto è artista nell'intimo sentire; ha sempre privilegiato il fare arte, piuttosto che il prodotto arte finito, anche se le sue opere viaggiano ormai per il mondo, in Europa America Asia. Alcune volte, episodicamente, nel suo lavoro compaiono anche le lettere dell'alfabeto, che rappresentano invece una costante nella pittura di Myriam Risola. Myriam, che negli ultimi tempi ha partecipato alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia e alla BeneBiennale di Benevento, vincendo il 1° premio nel 2016, crea le sue opere combinando testo, lettere, colore, impaginazione e quant'altro per dare vita alla sua idea, al suo immaginario, al suo essere donna-artista. Anche per Myriam la pittura discende dalla cultura e dal vissuto; anche per lei possiamo dire, come ci ha insegnato Lavoisier, che nulla si crea e nulla si ditrugge, ma tutto si trasforma. Mario Lanzione, che da poco è entrato a far parte di "Style Channel Orler", oltre ad essere un artista è anche un valido operatore culturale, e ha contribuito alla realizzione di volumi d'arte per editori importanti. La partenza di Lanzione è lontana nel tempo, siamo negli anni '70. Ma già allora Mario aveva chiara la sua idea di astrazione: desiderava coniugare l' esperienza dell' Informale all'Astrazione Geometrica, chiaramente un fatto nuovo. Dopo un percorso solitario, Lanzione completa il suo iter formando, assieme a Cotroneo e Salzano, il GAT, Gruppo Astrattismo Totale, che dopo una prima esposizione, 2008, a Benevento, nella Galleria Rosso Fenice, con la formulazione critica di Rosario Pinto, vede la luce nel 2012. Oggi Mario è tornato a riconsiderare le carte veline e l'uso della colla; è tornato a una sorta di pittura che estrinseca il sentimento dell'uomo in un contesto di sofferenza, di paura, di angoscia. E' istintivo pensare alle sue Lacerazioni aventi come padre nobile Alberto Burri. La poetica di Mario Lanzione cerca appunto di combinare due delle correnti artistiche del novecento, l'Informale e l'Astrazione.

Chiusura mostra: 31 ottobre 2017.