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A Camigliatello Silano la presentazione del libro "Calabria spiegata agli italiani"

La presentazione di "Calabria spiegata agli italiani" (il libro di Mimmo Nunnari, edito da Rubbettino, pp. 198, euro 15) alla 5. Rassegna di letteratura nazionale, ideata e organizzata da Egidio Bevilacqua nella nota località turistica di Camigliatello nell'ambito dei percorsi culturali di "SilaIn", è diventata spunto per un dibattito sulla Calabria, intorno a queste domande:

- Perché nella mappa delle zone italiane "sacrificate", la Calabria occupa la parte più rilevante? E' la più povera, esclusa, sottosviluppata?

- Che cosa ha impedito, a parte le colpe proprie, interne, a quasi due milioni di cittadini calabresi di valicare il muro invisibile, ma altissimo, che li separa dal resto del Paese, e impiantarsi, con pari dignità, nel campo di una comune realtà della Nazione?

- Che fare?

Con la conduzione e il coordinamento di Annamaria Terremoto (già caporedattore di Rai Calabria) le domande efficaci che hanno colto il senso del libro, ne hanno discusso, insieme all'autore, Manuela Stranges, docente di Demografia all'Università della Calabria ed il giornalista Enzo Pianelli, esperto di economia rurale. Tutti d'accordo, sul fatto che la Calabria è vittima di un grande imbroglio storico, che l'ha confinata ai margini d'Italia, per colpe che nessuno ha mai saputo spiegare, mentre i calabresi non si sono mai saputo ribellare a questo "esilio" calcolato che ha consentito lo sviluppo di altri territori del Paese a danno di altre aree soprattutto del Sud. Da Camigliatello prendendo spunto dal libro che Pianelli ha definito manifesto per una nuova Calabria, è stato lanciato un appello: bisogna far presto, per riportare la Calabria nel cuore dello Stato e il senso dello Stato nella coscienza dei calabresi, riprendendo, così, un'affermazione dello storico e meridionalista Sergio Zoppi, riportata nel libro di Nunnari.

Queste, infine, le conclusioni dell'autore del libro: "Ho scritto questo libro, perché di questa strana "frattura" italiana, la Calabria è l'espressione più emblematica: la più complicata, snobbata ed estrema di un dualismo che non si supera senza mettere in campo un vasto progetto di riconciliazione del Paese, che può venire solo da una presa di coscienza nazionale collettiva a tutti i livelli: politico, culturale, economico, religioso. Ho scritto anche per lanciare un avvertimento. Bisogna fare presto a superare l'anomalia "costitutiva" italiana, con due Italie, che dura ormai da quasi duecento anni. Se non si fa presto si corre il rischio che il territorio più a sud del continente europeo assuma le sembianze di uno Stato mafia di tipo balcanico e si inabissi. Ma se la Calabria affonda, il Paese tutto, con la sua malcerta unità, corre il rischio di non salvarsi a sua volta, di affondare. Bisogna fare presto il lavoro incompiuto di ricostruzione del Paese dopo la guerra e il nazifascismo, di riconciliare l'Italia, se non altro perché conviene a tutti".