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Reggio, ecco il progetto "FRAME" per il recupero della memoria attraverso video d'annata

conferenzaframedi Daniela Liconti - "Un popolo senza storia è come un albero senza radici: è destinato a morire". Le parole di Mimmo Martino, musicista recentemente scomparso che del recupero della memoria ha fatto il centro della sua arte, concludono il contributo video di Enrico Ventrice alla conferenza stampa di presentazione del progetto FRAME. E' stato proprio il regista calabrese che inconsapevolmente, chiedendo a Melasi di frugare nel suo archivio per cercare un filmato della processione mariana del '73, ha innescato in lui la molla del recupero delle testimonianze video del nostro passato recente che tutti noi in casa abbiamo, magari senza saperlo. Una conferenza stampa molto affollata e in assenza delle istituzioni per FRAME, il progetto di memoria condivisa ideato da Antonio Melasi dell'associazione culturale TamTam, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune e la Biblioteca comunale. Un'idea semplice e geniale l'ha definita il professor Daniele Castrizio, cui ha fatto eco Maria Pia Mazzitelli, funzionaria della Biblioteca comunale, spazio in cui ogni cittadino potrà conferire materiale video in qualsiasi formato. "FRAME è un viaggio nel tempo composto da frammenti di memoria di ciascuno di noi, che tutti potranno compiere" – afferma il giornalista Carlo Arnese.

E' l'ideatore e coordinatore del progetto Antonio Melasi - figlio di un videoamatore e video operatore professionista lui stesso - a presentare l'idea, partita frugando tra i girati del padre, per scoprire una miniera di filmini di famiglia in cui si nascondevano interi pezzi della storia della città. "Ho subito pensato che questo materiale dovesse essere condiviso, che non poteva restare appannaggio esclusivo della mia famiglia, e ne ho parlato con la dottoressa Mazzitelli, che ha abbracciato in toto il progetto comprendendone il valore sociale, storico e documentario." Il suo intervento include le sue videoclip con immagini dei sindaci Aliquò e Battaglia, il Lido comunale durante una traversata dello Stretto, gli arrivi dei primi DC9 in aeroporto, le processioni mariane del '70,'73 e '81, con mons. Ferro e mons. Sorrentino benedicenti, i moti di Reggio, le carrozze e i vecchi autobus Ama, un matrimonio con sfilata sul corso in epoca fascista e un compleanno del fratello dove, accanto alla torta, campeggiano i candelotti lacrimogeni e un cartello che inneggia a Reggio capoluogo. Nel filmato di presentazione spiccano fotogrammi vuoti, a simboleggiare l'attesa dei contributi di ognuno di noi per comporre una storia – quella della città – che ci riguarda e appartiene a tutti. Un'operazione che non solo ci consente di recuperare quanto altrimenti andrebbe perduto, ma che può stimolare non poche riflessioni su come eravamo, i costumi di un'epoca più gentile e rispettosa, quanto abbiamo perso e/o ci è stato sottratto in termini di bellezza, decoro, civiltà. Il progetto può avere moltissimi esiti – mostre, incontri tematici, non ultimo un social film sulla falsariga di "Italy in a day", nato da un'idea di Gabriele Salvatores; tutti possiamo partecipare nella ricomposizione del puzzle della storia recuperando le pellicole che forse stanno marcendo in cantina, portandole in Biblioteca tutti i giorni dalle 9 alle 12. Il materiale può restare in custodia all'Ente per arricchire l'archivio della mediateca e, su richiesta, essere restituito in formato digitale per consentirne la fruizione ai proprietari.

Lo storico Daniele Castrizio sottolinea la valenza eccezionale di un'idea semplice: recuperare la memoria che stiamo irrimediabilmente perdendo – dei luoghi, delle tracce del passato, dell'arte e di tutti quegli uomini saggi e di cultura di cui non resta nulla: una drammatica ignoranza che ci porta a non dare il giusto valore a quanto ci circonda e quindi a non averne cura e rispetto. "La città conferisca il materiale alla Biblioteca, un'istituzione importante a cui dare una mano tutti, senza i tipici egoismi, perché rappresenta un bene comune. Collaborare per rilanciare le appartenenze e vedere il mondo com'era, porterà a creare un archivio per cominciare ad amare noi stessi e la nostra storia."

Per informazioni: www.frammentidimemoria.it, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. cell 3314137561