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“Sequestri”: ecco la storia segreta della Calabria secondo Filippo Veltri

Conosco Filippo Veltri da molti anni, perché fa parte di quel gruppo di giornalisti del dopo Pasquino che conoscono bene la Calabria e le sue vicende, come Aldo Varano, Bruno Gemelli, Pietro Melia o Totò Delfino, maestro del giornalismo che possedeva il più dettagliato archivio su tutti i sequestri di persona avvenuti nella nostra terra. Giornalisti che fanno parte di una categoria che ascolta e poi scrive, niente a che vedere con le moderne penne che vivono di copia e incolla. Con loro ho un rapporto speciale, perché costituiscono la memoria storica di questa regione, un archivio vivente al quale rivolgersi per farsi raccontare storie e curiosità del nostro territorio. So che non dovrei sentirli così spesso perché, se queste telefonate vengono intercettate, un giornalista di Reggio Calabria potrebbe scrivere sulla sua testata online che la linea di "Riviera" viene dettata da Filippo Veltri. E ha ragione, perché io, il giornale, l'ho fatto sempre ascoltando il parere degli altri, soprattutto dei vecchi (si fa per dire), dato che il giornale, come scriveva prima e meglio di me Montanelli, è dei lettori. È per questa e tante altre ragioni personali che con gioia immensa parteciperò alla presentazione di "Sequestri - La trattativa Stato-'ndrangheta", ultima fatica letteraria di Filippo Veltri edita da Città del Sole che sarà al centro di un interessante confronto che si terrà sabato 12 ottobre, alle ore 17, presso la "Biblioteca Gaudio Incorpora" di Palazzo Nieddu del Rio, a Locri. Assieme a me, interverranno il sindaco di Locri Giovanni Calabrese, il magistrato Carlo Macrì e, naturalmente, lo stesso Filippo Veltri, i cui interventi saranno moderati dal giornalista Franco Arcidiaco. Un occasione unica per scoprire nuove sfaccettature della storia della nostra amata Calabria.