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Il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria al LuBeC

Il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, con il Direttore Carmelo Malacrino, sta partecipando, in questi giorni, alla XIII edizione del LuBeC (Lucca Beni Culturali), dedicato al tema della Cultura 4.0.

Il cantiere culturale toscano, per il 2017, è un'occasione proficua per discutere dei cambiamenti che coinvolgono il sistema economico-sociale a livello globale, modificando in maniera determinante anche la fruizione della cultura, imponendo dialogo, internazionalizzazione e multiculturalismo.

Nel corso della due giorni, grande spazio è stato dedicato alle soluzioni e innovazioni tecnologiche per la valorizzazione e la fruizione delle risorse culturali e turistiche esposte poi nella LuBeC Digital Technology, dedicata alle imprese ed alle istituzioni dei territori digitali.

«Il MArRC partecipa con grande interesse alla manifestazione per contribuire alla promozione e alla programmazione strategica della cultura, come strumento per lo sviluppo dei territori - dichiara il Direttore Carmelo Malacrino. Il nostro museo, in questi mesi, ha puntato molto sul rilancio della propria immagine, anche con la stesura di un piano della comunicazione che lo veda protagonista in Italia e all'estero. Entro l’anno - annuncia Malacrino - sarà disponibile online il sito web del MArRC, al quale stiamo lavorando già da molti mesi».

Ma le novità di fine anno non finiscono qui.

Sono già in stato di avanzamento, infatti, i lavori per l’apertura al pubblico della biblioteca del Museo.

«Sarà un momento di festa per tutti - aggiunge il Direttore. Sono già arrivati i nuovi arredi e si è proceduto agli acquisti di libri per aggiornare le dotazioni bibliografiche alle più recenti ricerche scientifiche sulla Magna Grecia e sull’antichità in generale. L’impegno sulla biblioteca coincide anche con l'avvio delle collane editoriali curate dal Museo, dedicate alle mostre temporanee e ai convegni scientifici. Ma stiamo lavorando anche sulla guida al nuovo percorso espositivo. Un Museo editore di se stesso - commenta Malacrino - proiettato ad autosostenersi per fare ricerca e valorizzare la storia e l'archeologia della Magna Grecia anche attraverso le competenze di tanti giovani spesso obbligati a trovare spazio all’estero. Senza dimenticare - conclude - la questione della sicurezza. Il Museo, a breve, si doterà all'ingresso di metal detector, utili a tutelare lo straordinario patrimonio archeologico dedicato alla storia della Calabria antica e i nostri capolavori: i magnifici Bronzi di Riace».