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Reggio, il 18 febbraio la presentazione del libro “La libertà difficile delle donne. Ragionando di corpi e di poteri” di Graziella Priulla

La Collettiva AutonoMIA nell'ambito del percorso verso lo sciopero globale delle donne dell'otto marzo 2017 ed all'interno delcomitato Non Una Di Meno RC, nato a Reggio Calabria in seguito alla grande manifestazione del 26 novembre a Roma e composto da donne afferenti da più realtà associative e non ma anche da singole, presenta giorno 18/02/2017 presso la libreria Universalia Via Treviso 39 (vicino chiesa Valdese) il libro:"La libertà difficile delle donne. Ragionando di corpi e di poteri" di Graziella Priulla.
Con l'autrice dibatteranno Rosalba Marotta e Antonella Tassitano. Modererà l'incontro la giornalista Josephine Condemi.

L'autrice è stata per 40 anni docente ordinaria di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di studi politici e sociali dell'Università di Catania, dove dal 2012 al 2015 ha tenuto anche i corsi di Educazione di genere.

Dal 2006 al 2013 ha insegnato Comunicazione politica nel corso Donne politica e istituzioni presso l'Università di Catania.

Dal 2003 al 2014 è stata componente del Comitato pari opportunità e del Comitato antimobbing dell'Ateneo di Catania.

Nel 2016 ha fatto parte presso il MIUR del gruppo di lavoro incaricato di stendere le linee guida per l'applicazione del comma 16 dell'art.1 della L.107 (quello che assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni).

Da dieci anni organizza corsi e seminari sui linguaggi di genere, sugli stereotipi di genere e sulla prevenzione della violenza sulle donne rivolti a docenti e dirigenti scolastiche, dipendenti delle pubbliche amministrazioni, operatrici dei centri antiviolenza e giornalisti/e.

È autrice di un corso in e-learning sull'educazione di genere, disponibile in rete.

"Ogni potere – da quello religioso a quello politico – interviene sui corpi. Prima ancora di approntare sistemi di strutture e di norme, costruisce ordini simbolici che distinguono gli usi «naturali» e «legittimi» del corpo da quelli «innaturali» o «perversi».
La posta in gioco è alta: riguarda la sfera intima delle persone, la sessualità e la riproduzione. Regolamentandole si regolamenta la società, ed è con il controllo delle donne che viene garantita la purezza della linea di discendenza, ritenuta essenziale per la vita comunitaria.
Nel corso del Novecento i movimenti femministi hanno portato sulla scena della storia, della cultura, della politica le vicende che riguardano il corpo, svelando le discriminazioni, le subordinazioni e le cancellazioni subite dal genere femminile per secoli.
Eppure, meccanismi invisibili condizionano ancora la nostra libertà mentre conquiste che credevamo acquisite vengono rimesse in discussione, le parole chiave del femminismo subiscono una torsione che rischia di stravolgerne il senso".
"Dalla donna ha avuto inizio il peccato,
per causa sua tutti moriamo"
(Siracide 25,24)

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